Luoghi di interesse

 

 

La Chiesa Collegiata di San Lorenzo
 La chiesa di San Lorenzo, anch'essa ristrutturata grazie a Pio III, conserva due tavole centinate con l'Annunciazione di Girolamo del Pacchia del 1514 e un tabernacolo e ciborio marmoreo di Lorenzo di Mariano detto il Marrina.
 
La Chiesa di San Martino
La chiesa di San Martino, vicino a Porta Umbra, con facciata neoclassica, conserva un vero gioiello: l'Annunciazione del Beccafumi, una delle ultime opere del manierista senese del 1546, un capolavoro in cui gli effetti luministici e il cromatismo sono esaltati nell'originalità di una Madonna umanissima contrapposta ad un angelo sospeso nell'aria.
Ma anche altre perle sono racchiuse nelle chiese del borgo: sempre a San Martino una Madonna con bambino di Jacopo di Mino del Pellicciaio, uno dei pittori dei fondi oro del trecento senese ed inoltre una Madonna con Bambino, San Rocco e San Sebastiano di Andrea di Niccolò.
 
Castiglioncello del Trinoro
 Come stanno dimostrando i recenti scavi del Dipartimento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Siena la parte sommitale di Castiglioncello del Trinoro, presentava un cassero in uso tra l’XI e il XIV secolo.
Anch’esso di proprietà dei conti Manenti era difeso da fortificazioni e aveva all’interno delle mura ben cinque chiese e il Palazzo Comunale.
Oggi resta la Chiesa romanica di Sant’Andrea, una porta del ‘300 e il Palazzo Comunale.
Quello che oggi caratterizza questa piccola frazione è lo spettacolare affaccio sulla Val d’Orcia che ne fa uno dei punti panoramici più suggestivi della Toscana meridionale: la visuale che scorre fino alla Rocca di Radicofani e al Monte Amiata con i colori forti e aspri della vallata legati alle mutazioni stagionali e con l’atmosfera unica che acquisiscono all’ora del tramonto, permette di godere di una sensazione di pace e relax unica, di una vera iniezione di serenità come soltanto gli spazi naturali possono offrire.
 
L'Abbazia di Spineta
 L'Abbazia di Spineta o Spineto, nome già variabile nei manoscritti medievali, ma probabilmente derivato da spinum, la pianta che ricopriva la zona nel nome locale, con la sua vasta tenuta, ebbe anch'essa nel Medioevo un ruolo importante anche come punto di sosta lungo il tracciato che collegava Valdichiana e Valdorcia, monte Amiata e Monte Cetona.
Nata da una serie di donazioni di terreno fatte nel corso dell'XI secolo all'abate Winizio dell'Abbazia di San Salvatore del Monte Amiata, la chiesa e il monastero furono eretti intorno al 1085 e dopo periodi di influenza dei vallombrosani, il complesso nel 600 passò sotto il controllo dei cistercensi e, alla soppressione dell'ordine, sotto Leopoldo di Toscana, fu collegato allo Spedale degli Innocenti di Firenze.
Oggi l'Abbazia, dopo un recupero e un importante restauro degli anni 90 del secolo scorso, è tornata all'antico splendore dopo decenni di incuria e di abbandono, ed ospita un importante polo culturale legato al turismo congressuale.
 
 Poco oltre Spineta il piccolo centro di Fonte Vetriana, con resti di antichi rifugi e tracce di frequentazione di epoca preistorica, offre il punto di partenza per una serie di itinerari di interesse naturalistico, botanico e geologico fino alla vetta del Cetona.
 
Il Monumento ai caduti di Sarteano
Nel centro della Piazza principale di Sarteano (attualmente denominata XXIV Giugno 1944, dalla data della liberazione del paese nella guerra 1940-45, ma all'epoca dell'erezione del Monumento denominata Piazza Vittorio Emanuele), fu collocato il 23 Settembre 1923 un Monumento ai Caduti, donato al paese dal celebre scultore Arnaldo Zocchi (Firenze 1862 - Roma 1940), in onore della moglie Isolina che era originaria di Sarteano.
Il "bel Fante", per la sua artistica sobrietà, ben lontana dallo stile trionfalistico dell'epoca, è stato definito dal professor Carlo Cresti dell'Università di Firenze "Il miglior monumento ai Caduti d'Italia".
Arnaldo Zocchi realizzò una quarantina di monumenti, per lo più come vincitore di concorsi internazionali. Le sue opere più famose sono: la statua equestre di Alessandro II (detta dello "Zar Liberatore"), tuttora nella Piazza principale di Sofia; la statua di Cristoforo Colombo a Buenos Aires, alta 26 metri, fatta con il marmo di Carrara, tuttora davanti alla Casa Rosada; un monumento al Generale La Fayette a Fall River Mass (USA); la statua di San Francesco nella Piazza Ismailia al Cairo ed in Italia tra gli altri: un monumento a Piero della Francesca a San Sepolcro e una Vittoria Alata del Vittoriale di Roma.
 
 
Le Moiane
 Ma Sarteano e Castiglioncello del Trinoro non sono gli unici insediamenti medievali fortificati di questo territorio: anche il borgo delle Moiane, oggi ridotto ad alcuni ruderi conservati in mezzo al bosco, che danno l'idea dell'antico splendore non lontano dalla strada che porta a Radicofani, era un centro di rilievo attestato già dal 1143 e che si eresse a libero comune già nel XIV secolo.
Ad esso è legata una leggenda che si tramanda tutt'oggi: la contessa Dorilla, odiata dal popolo e dalla servitù per la sua arroganza ed i suoi soprusi, un giorno indossò i paramenti sacri e si mise a celebrare messa, spazientita dal ritardo del monaco che doveva arrivare ad officiarla che le faceva ritardare la battuta di caccia.
Durante la consacrazione, un serpente uscì dal calice, diventò gigantesco e la avvolse tra le sue spire fino a soffocarla, trascinandola fuori dalla chiesa per un dirupo sul quale da allora non cresce più l'erba.
La leggenda dello "strascico della regina" è una delle più note a Sarteano ed è un interessante esempio di tradizione orale, tramandata per secoli.
 
La casa natale di Pio III
 In via dei Goti sorge la casa dove nacque il 9 maggio 1439 Francesco Tedeschini che fu il 215esimo Papa tra il 22 settembre al 18 ottobre 1503.
Era figlio di Nanni di Piero, che nel 1435 aveva sposato Laudomia, sorella di Enea Silvio Piccolomini, cioè Papa Pio II che permise al nipote di fregiarsi del suo cognome e lo accompagnò nella carriera ecclesiastica.
Il suo breve pontificato, di cui fu fautore anche il cardinale della Rovere, che sarà poi il suo successore con il nome di Giulio II, fu stroncato da un'ulcera ad una gamba o, come vogliono alcuni, da un avvelenamento.
Anche se l'abitazione appare abbastanza modesta, tuttavia la famiglia Tedeschini era facoltosa e fiorente a Sarteano almeno fin dalla seconda metà del 1300. Il portale è comunque significativo, scolpito dopo che nel 1459 la famiglia Tedeschini fu aggregata alla più importante famiglia Piccolomini.
Dei tre stemmi, quello centrale porta le armi Piccolomini, sormontate dal cappello vescovile; quello a sinistra è suddiviso in quattro parti uguali da due linee incrociate ("inquartato") tra gli stemmi Piccolomini e quelli di Francia, di Aragona e di Gerusalemme; quello a destra è inquartato dagli stemmi Piccolomini e d'Aragona e di Castiglia.
Il portale fu scolpito dopo la morte di Nanni, avvenuta nel 1474.
 
Parco delle Piscine - Bagno Santo
Fuori dal centro storico si trova il bel Parco delle Piscine con tre vasche alimentate da acque a 24 gradi che fluiscono a ritmo continuo con suggestive cascate e rendono da decenni Sarteano un centro di attrazione nella stagione estiva grazie alla loro piacevolezza e alla bellezza della struttura.